Il diario dei primi giorni

Il tono è necessariamente “intimistico”, ma i ritmi di lavoro mi impediscono di ri-editare più di un tanto. E forse è meglio così.

Incollerò il diario qui sotto, magari con la formattazione di origine. Il punto di carattere di questo template di WordPress mi costringe a strizzare gli occhi!

venerdì 05 aprile 2013

Sono un po’ preoccupata dalla prospettiva di dover creare un blog. Quest’anno ho creato due blog con due diverse classi e ho scoperto che sono molto più impegnativi di quanto avevo immaginato.. Un blog è come una pianta: devi innaffiarlo regolarmente se vuoi che abbia una vita significativa. Se poi tramite i blog cerchi di stimolare 45 ragazzini alla scrittura…

Spero proprio che questo percorso mi ispiri modi più veloci ed energeticamente meno dispendiosi di agire.

Osservazione 1: credevo che software libero e open source fossero più o meno la stessa cosa, quindi credevo che Libre Office e Open Office seguissero la stessa filosofia. Ora mi è più chiaro.

Osservazione 2: grazie a Laura Antichi per aver riprodotto in maniera ordinata l’URL di Piratepad. Così ho avuto lo stimolo di cliccarci su e l’ho “scoperto”. Ottima presentazione qui: http://avezzanolug.org/content/piratepad-ovvero-creare-insieme-documenti-condivisi Perché all’inizio era talmente semplice che… non capivo!!!

 

domenica 07 aprile 2013

Uh, quanto corrono i miei compagni di corso… Scrivo che ho bisogno di fare le cose con calma? Non lo scrivo? Non lo scrivo, tanto si capisce dal poll. Ma quanto ci metterà Andreas a leggere tutte le volte un centinaio di commenti?!? Io mi butterei dalla finestra!

Intanto mi sono iscritta a Bloglines che mi sembra abbastanza lineare. Chissà perché la mia versione è leggermente diversa da quella del prof. Per cancellare un’iscrizione devo per forza andare in visualizzazione widget. Mah… L’importante è riuscirci. Dopodomani se ho tempo vado a creare ed esportare la cartella OPML con tutte le iscrizioni che stanno in Google Reader. Non che io abbia familiarità con le cartelle OPML, è che ho letto 5 minuti fa che esistono e si chiamano così. 5 minuti di memory span ce li ho ancora ;))

 

martedì 09 aprile 2013

Ecco il racconto autobiografico che Andreas ha postato oggi (dopo molte altre cose..):

Fanciullo venni in confidenza col disegno e mi parve di potermi esprimere solo con quello. La maestra vide riconobbe e incoraggiò. Il resto della scuola chiuse subito quella porta – successivamente non glielo permisi più. Una ventina d’anni dopo – questa l’estensione della mia disintossicazione scolastica – ripresi a leggere il mondo col disegno. Un artista piuttosto noto, uomo sapiente incontrato per caso, di quando in quando esaminava con benevolenza i miei vagiti.

Un giorno invece dei disegni gli feci vedere le foto che ne avevo fatto, perché li avevo regalati a qualcuno. Mi fulminò con gli occhi e mi chiese:

– Perché?
– Per non dimenticare… – risposi con un filo di voce…

Gettò con rabbia le foto che avevo sul tavolo e si volse verso la finestra, mormorando:

– Dimenticare… dimenticare…

Raccattai in silenzio i cocci e sgattaiolai dalla porta. Presi a vagabondare per le vie rimuginando, intuendo qualcosa. Ci ho messo anni a capire. La capacità di dimenticare è una componente fondamentale dell’intelligenza. La memoria di un computer è utile ma stupida. L’intuito vola sui filtri della mente.

Non abbiate timore di perdervi qualcosa, seguite le tracce che vi incuriosiscono, perseverate su quelle, comunicate con coloro che seguono le medesime tracce.

La conoscenza e la competenza non emergono dai manuali d’istruzioni ma dall’esplorazione e dalla pratica quotidiana.

Mi piace tanto. Volevo commentare sotto il post, ma ci sono già una cinquantina di commenti, e trovo sia stancante per il prof ogni volta leggerseli tutti (sono io che mi proietto?? Probabile…) così soprassiedo e mi godo la storia in solitudine.

Ma io come sono? Come il fanciullo o come l’artista? Sono pignola e maniaca del controllo, ma ci sono alcuni momenti in cui la curiosità per il mondo prevale, e allora mi dimentico di tutto e mi perdo nelle mie esplorazioni… E’ in quel momento che “faccio un disegno”, per dirla alla Andreas, che mai fotograferò. Perché finisce incorporato diritto nel mio essere, senza passare per la cristallizzazione dei ricordi.

Unico vantaggio dell’essere smemorata.

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