Verso Didamatica 2013

Il periodo fra il 7 e il 9 maggio è di quelli impossibili, a causa degli impegni istituzionali di fine anno, ma l’articolo pubblicato dal prof è succoso.

Lo scopo del MOOC non sarebbe dunque quello di studiare l’applicazione del singolo strumento alla scuola (oggetto di infiniti aggiornamenti, spesso tenuti ovvero finanziati dai venditori stessi di strumenti), bensì di motivare l’esplorazione selvaggia di un territorio nuovo.

Se mi diverto io, si divertiranno pure i miei studenti!

Peccato però che non sempre gli studenti si divertano. Talvolta mi meraviglio perché loro non si meravigliano. Mi è toccato prendere coscienza del dato fondamentale, che è quello anagrafico: chi è nato con il telefono a rotella e il televisore in bianco  e nero è naturalmente portato a meravigliarsi di qualsiasi device tecnologico, che i nostri ragazzi danno invece per scontato.

Si torna dunque a dover considerare l’insieme tecnologia-didattica, fermo restando che è giusto passare dal Maestro Yoda-ARF per imparare le magie. Gli strumenti lentamente cambiano il paradigma educativo – malgrado le più tenaci opposizioni – ma le scuole sono luoghi complessi, dove convivono guerrieri stellari (“Ci facciamo un Glog?”), mammut (interrogazioni tradizionali, in piedi alla cattedra) e giovani smanettoni che sono analfabeti del pensiero critico.

Un aspetto prezioso di questo MOOC è dunque la comunità di noi discenti; il confronto, insomma, fra chi è in prima linea.

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