Curiosità sui Followers

Da qualche anno riservo spazi sempre più ampi all’alfabetizzazione informatica dei miei allievi adolescenti, avendo constatato che navigano senza criteri e con poca consapevolezza.

Quest’anno ho sperimentato i blog didattici con l’intento di creare  una “palestra di scrittura” che sostituisse i tradizionali quaderni dei compiti domestici (diventati ahimè troppo pesanti da trasportare). Il valore aggiunto è rappresentato dallo sviluppo di competenze importanti – la capacità di muoversi all’interno di WordPress, innanzitutto, ma anche la gestione delle immagini e del copyright, la nozione di plagio e così via.

Naturalmente, mentre loro imparano, imparo anch’io. Così sono rimasta stupita dall’uso “social” che gli statunitensi fanno dei blog e ho poi dedicato un’intera lezione all’esplorazione dei nostri “Followers” (iscritti al blog).

Il primo a comparire era stato un antiquario, cosa che mi aveva un po’ insospettito (scrivevamo di romanzi inglesi sette-ottocenteschi). Stai a vedere che si trattava di un finto blogger che usava ricerche mirate per piazzare i suoi prodotti? Infatti dopo qualche settimana era finito nella lista nera di WordPress. Poi era comparsa una giovane signora di origine pachistana, che sospetto un po’ annoiata dalla sua vita matrimoniale. Quindi la volta di una divertentissima studentessa dedita ad una laboriosa e molto acculturata descrizione della sua vita di scansafatiche universitaria.

E poi… l’immancabile religioso fanatico antidarwiniano, alla ricerca di persone da convertire, o il giovane ottimista che vuole diffondere un messaggio di speranza eccetera eccetera – figure tipiche nel panorama nordamericano.

Curiosando in questa galleria di tipi, abbiamo notato che la pagina “About” (quella che contiene la biografia del blogger ed è solitamente molto curata) era seguita da centinaia di commenti. Quasi tutti cominciavano con “Ciao Jo / Mark / Jane ecc.  Grazie per la visita… (oppure)  Grazie per essere passato dalle mie parti… Complimenti per il sito eccetera eccetera”.

La domanda è: come fanno questi signori a seguire centinaia di blog? La probabile risposta è che questi signori “collezionano commenti”, come una specie di trofeo. Magari fra le decine e decine di relazioni che si allacciano, anche in maniera effimera, possono sbocciare le poche relazioni veramente significative che poi vanno a costituire quelle che Nick Bilton chiama le “comunità àncora” o comunità di riferimento. Si tratta di aggregazioni informali di persone cui facciamo  riferimento quando abbiamo bisogno di informazioni affidabili.

La parola chiave è “affidabilità”. Un tempo l’affidabilità era prerogativa dell’esperto e del libro stampato. Oggi invece ci rivolgiamo agli individui di cui abbiamo una buona opinione. Questi individui vanno a comporre la nostra “comunità àncora”, proprio come un aggregatore di feed da noi stessi organizzato costituisce la prima fonte informativa che scegliamo di consultare.

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