Trieste piange Margherita Hack

Margherita Hack ha rappresentato per la città di Trieste la vera e propria incarnazione della sua (di Trieste) predisposizione allo studio delle scienze e alla ricerca pura e applicata.

Trieste è la città della SISSA, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, dell’Area “Science Park” di Basovizza, con il Sincrotrone Elettra, ma prima ancora del Centro Internazionale di Fisica Teorica (talmente internazionale che la prima lingua è l’inglese e non l’italiano) e dell’Osservatorio Astronomico,  da lei fondato.

Proprio in questi ultimi mesi Margherita Hack aveva promosso la campagna di recupero dell’Osservatorio di Basovizza, dove per anni e anni gli studenti di tutte le scuole superiori si sono recati per una gita notturna di osservazione delle stelle che nessuno, credo, poi dimenticava.

Con la famosa astronoma se ne va dunque una grande parte della nostra storia (mi si permetta il “nostra” anche se io, come lei, sono una “figlia adottiva”).

Per fortuna Hack, come Rita Levi Montalcini, è la capostipite di una lunga serie di scienziate che hanno portato e stanno portando chiara fama all’Italia. Penso per esempio a Ilaria Capua, che ho avuto la grande fortuna di incontrare e la grandissima fortuna di poter interpellare l’anno scorso, durante la sua partecipazione all’edizione 2012 di TriesteNext (Salone Europeo dell’Innovazione e della Ricerca Scientifica), durante una tavola rotonda che mi aveva attirato “come mosca al miele”, essendo intitolata “Aperta, gratuita e collaborativa. La scienza tra innovazione digitale e intelligenza collettiva”.

Ad Ilaria Capua avevo chiesto come possiamo, noi insegnanti di giovani adolescenti, preparare i nostri studenti al mondo che li aspetta. Più in particolare, avevo chiesto qual è, secondo lei, la cosa più importante in assoluto che dobbiamo trasmettere, anche prescindendo dalle specifiche discipline. La parola che le è uscita immediatamente dalla bocca – con grande trasporto emotivo e convinzione che tutti abbiamo notato – è stata  “MOVIMENTO”. I nostri giovani devono essere pronti a buttarsi nel mondo e andare laddove possono fare esperienza del mondo stesso. All’estero. Anche per fare magari un’esperienza di lavoro.

Aggiungo io: movimento come reazione all’immobilismo, alla rassegnazione, al pessimismo che respiriamo da anni con l’aria in questo paese. Con la curiosità che ha mosso la stessa Margherita Hack (e Rita Levi Montalcini e tante altre) sulle strade del mondo.

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